a cura di Antonella Prudente
L’esercito degli scacchi campani si accampa ad Agropoli (Sa), domenica 9 febbraio 2025, all’urlo di ‘VIVA GLI SCACCHI!’ il Presidente Angelo Martorelli convoca la prima assemblea conviviale regionale. Scherzi a parte, il giovane e neo-eletto Presidente, per la prima volta incontra i Presidenti delle ASD campane. Ovviamente, non poteva non esserci anche il Presidente Marco Picariello dell’ASD circolo scacchistico di Montella (AV), che partecipa insieme al consigliere dott. Massimiliano Caputo, cogliendo l’occasione di far conoscere e pubblicizzare l’evento. Nella suggestiva e calda atmosfera agropolese, presso l’azienda di manifatture VOLPE, si è svolto l’incontro tra il comitato regionale e i presidenti di ben venti associazioni.
Il direttore dell’azienda dott. Angelo Maria Volpe fa gli onori di casa. Presidente dell’associazione scacchi di Agropoli e consigliere del Comitato regionale campano, ci spiega il rapporto tra la sua azienda e gli scacchi:
La mia è un’azienda di famiglia che io ho riscattato. È l’eredità dei miei genitori, di mio padre che non c’è più, e di mia madre, che purtroppo non sta bene. Oggi sono solo a gestire tutto ciò che è stato un investimento sul mio territorio, nella mia Agropoli. Nonostante gli errori fatti, il tempo mi ha dato ragione: l’azienda continua ad esistere, cresciuta dopo il trasferimento nell’area industriale. Il rapporto con gli scacchi è tutto famigliare anche quello: mio suocero, non sopportando l’idea che dopo pranzo ci isolassimo nel mondo dei cellulari, ci impose il gioco degli scacchi. Io non sapevo neppure cosa fosse. In tre anni, ho imparato a giocare, ho creato un circolo ad Agropoli, con due istruttori. Ho organizzato un paio di eventi che sono andati molto bene, di cui un evento internazionale l’anno scorso che è piaciuto anche molto allo stesso presidente Martorelli.
Quando c’è amore, c’è passione, si fa tutto tranquillamente, non ti pesa. Agropoli è una cittadina molto particolare, un po’ come tutte le città del Sud, è molto chiusa alle novità. Non è stato facile far aprire il territorio alla scacchiera.
Il dottor Volpe non si annoia di certo. Non segue solo il gioco degli scacchi, vero?
No. Pur di fare inclusione il più possibile, sono responsabile di altre associazioni culturali, di ballo, di canto, di disegno, di teatro. Tutte le associazioni hanno sede al terzo piano di un istituto scolastico, compresa quella di scacchi.
Dottore, lei è un giocatore di scacchi, a che livello?
Amatoriale, molto amatoriale. Purtroppo o spingi in una maniera o spingi in un’altra: o fai il giocatore, l’amante degli scacchi, la scacchiera la vivi, la sudi, la odi e la ami, oppure ti metti da parte, dietro e spingi gli altri, tra regione e provincia cerchi di creare qualcosa per loro. Ho organizzato lezioni, tornei, eventi. Io lavoro per il mio territorio, perché è giusto così. Riesco a fare azienda giocando sulla scacchiera.
Passiamo la parola al Presidente Martorelli. Chi è Angelo Martorelli?
Attualmente sono il presidente del comitato regionale Campania per la Federazione scacchistica italiana. Sono stato eletto a settembre 2024. Provengo da un’esperienza di due mandati, di due quadrienni olimpici come consigliere nazionale della Federazione scacchistica italiana e ho iniziato la mia attività, diciamo di dirigente sportivo, già a 19 anni come vicepresidente della società scacchistica Oplonti di Torre Annunziata. Ovviamente sono un giocatore, un istruttore. Sono un grandissimo appassionato degli scacchi, gioco da quando avevo 10 anni.
Fuori dalla scacchiera, chi è Angelo Martorelli?
Nella vita privata sono un direttore amministrativo in azienda. Sono laureato in Economia e management della pubblica amministrazione. Dirigente, mi occupo di attività amministrative in un’azienda a Pompei. Faccio anche da consulente esterno per le aziende che si stanno avviando a una ottimizzazione e digitalizzazione dei processi gestionali. Sono fidanzato. Ho 34 anni e ballo salsa e bachata, oltre alla passione degli scacchi anche la passione per il ballo.
Qual è il rapporto tra l’azienda e la scacchiera?
Bellissima domanda, impegnativa! Da esperto d’azienda, dico che sicuramente gli scacchi possono essere un validissimo elemento sotto la profilazione strategica e così anche avere una visione aziendale può aiutare, soprattutto nel mio caso, per il percorso che sto facendo di dirigente sportivo. Sicuramente si possono sposare bene le due realtà, tra l’altro, il management aziendale e l’organizzazione sportiva di fatto sono coniugate, in fin dei conti la Federazione è un’azienda. Anche una semplice ASD oggi è un’azienda, ovviamente di piccole, medie o grandi dimensioni, ma hanno tutte quelle necessità, quei processi e quelle esigenze burocratiche e amministrative che una qualsiasi srl ha.
Bisogna fare formazione?
Sicuramente. C’è una grandissima sensibilità anche a livello nazionale, perché il presidente della Federazione scacchistica italiana è lui stesso un formatore di manager delle pubbliche amministrazioni. La realtà regionale della Federazione, quindi il comitato regionale, sta già da diversi anni perseguendo alcune attività formative. Nel mio programma ho previsto e abbiamo già avviato attività che guardino a 360° la formazione di tutti gli attori del movimento scacchistico, compresi gli arbitri, non solo sotto il profilo tecnico ma anche sotto il profilo delle soft skills. Avvieremo delle attività di formazione classiche, tecniche, ripeto non solo ma anche di soft skills per dirigenti sportivi e per i tecnici, quindi per gli istruttori di scacchi di tutti i livelli e aggiungeremo quest’anno un percorso individuale con un mental coach dedicato agli atleti o ai ragazzi campani in generale che vogliono avvicinarsi alla scacchiera.
Cosa ne pensa invece della ‘comunicazione’? Sono tecnicamente ben espresse le potenzialità della scacchiera? O manca visibilità a questo sport?
Personalmente sono molto attento alla comunicazione. Seguo i social, sono social, per cui colgo gli aspetti, diciamo i valori e soprattutto i vantaggi che può la comunicazione offrire al movimento scacchistico, ma ovviamente a qualsiasi prodotto. Per ora stiamo dando un restyling al sito web, stiamo cercando di creare uno staff. Io mi sono dato 10 mesi di tempo per poter mettere le basi per creare degli interventi strutturali a tutti gli ambiti gestionali, che prima non esistevano, non c’era la cultura. Stiamo passando da una gestione tra virgolette condominiale a una gestione puramente aziendale della Federazione, legata proprio al cambio generazionale. Quello che non abbiamo mai fatto è stato proprio il farci vedere. A tal proposito entro il 15 Febbraio parteciperò come Federazione campana al progetto che vede Napoli come capitale europea dello sport 2026. Gli scacchi quindi saranno presenti in questa vetrina internazionale importante e da lì dobbiamo cercare ovviamente di cogliere tutte queste importanti occasioni per centralizzare gli scacchi, quello che facciamo, tutte le attività che organizziamo. Non è facilissimo, la cultura manca ancora, soprattutto, a livello territoriale, nelle periferie.
Per quanto riguarda la ‘questione femminile’: come abbattere questo muro tra giocatori e giocatrici? L’ ASD di Montella è il circolo che ha il numero più alto di iscritte rispetto alle altre, a livello regionale, la differenza è notevole.
Un esempio: nelle attività di stage che abbiamo avviato con la scuola regionale e con l’Accademia regionale abbiamo dato delle gratuità esclusivamente a ragazze, proprio per cercare di abbassare e abbattere quelle che sono ‘barriere d’ingresso’ che spesso allontanano e finisco tutto quello che può essere il settore femminile nel mondo scacchistico.
Cosa c’è ancora da cambiare rispetto a quanto già fatto?
Credo sia nuovo rispetto al passato il tentativo di coinvolgere attraverso una programmazione: avere chiari gli obiettivi, le scadenze, gli impegni e le attività da mettere in campo. In passato sono stato membro attivo del movimento scacchistico, per cui conosco alcuni di questi limiti che c’erano. Dover seguire da volontari quali siamo, è difficile senza un’organizzazione stabilita anche nel programma da svolgere. Quello che sto cercando di fare è introdurre una cultura programmatica, che renda consapevoli e coinvolga chi fa parte della Federazione perché ci siamo e soprattutto che cosa dobbiamo fare e perché lo facciamo. Le risorse ci sono: venti Presidenti, venti associazioni. Un’altra cosa che forse ha limitato la crescita a livello regionale, è stata l’eccessiva centralizzazione di Napoli. A tal proposito oggi siamo ad Agropoli, il mese prossimo saremo a Caserta, organizzeremo il campionato femminile nell’avellinese. Tutta la Campania deve avere maggiore visibilità.
Ringraziamo il dottor Volpe e il Presidente Martorelli, e ci spostiamo presso l’hotel Serenella di Agropoli, dove i giovani atleti dell’Accademia di Alta Formazione Scacchistica, sono a lezione con il Grande Maestro Lexy Ortega, il Maestro Internazionale Pierluigi Piscopo e il Candidato Maestro Silvio La Ricca.
Maestro Ortega, un cubano trapiantato in Italia?
Si, sono nato a Cuba, ma vivo in Italia dal 1992. Sono stato per 8 anni a Napoli, a vivere proprio la città di Napoli, poi mi sono trasferito a Roma, dove oggi vivo con la mia famiglia.
Gli scacchi in Italia, gli scacchi a Cuba: c’è differenza?
È un gioco internazionale. Noi a Cuba eravamo molto bene organizzati. In tanti anni abbiamo avuto un campione del mondo che ha fatto la storia: José Raúl Capablanca, un giocatore leggendario e indimenticabile. Questo ha lanciato un tracciato formativo molto importante. In Italia, da quando sono venuto a vivere nel ‘92 ad oggi, sono stati fatti passi da gigante. Ci sono state e ci sono tante generazioni di fortissimi giocatori, anche giocatori gran maestri, ad esempio Sergio Mariotti, dopo di lui Luca Moroni, Francesco Sonis, Daniele Vocaturo.
Quali sono le difficoltà che i ragazzi di oggi incontrano sulla scacchiera, secondo lei?
Io penso che le difficoltà sono di tanti tipi, in particolare sono difficoltà psicologiche, nel senso che hanno troppi diversivi. Gli scacchi è un gioco molto delicato, che consuma tanta energia, richiede tanto tempo.
I pregi dei ragazzi campani?
La Campania ha avuto per un periodo ragazzi molto forti anche normativamente, quando aveva maestri internazionali. Molto bravo è stato Giorgio Porreca, che ha creato una scuola campana di sacchi. Almeno avevano uno stile. Rievocare un approccio scacchistico praticamente imparato da lui sarebbe importante oggi. In quel periodo c’erano bravissimi giocatori come Ernesto Iannaccone Giacomo Vallifuoco, Mario Cocozza. Poi è seguito un periodo morto. Io sono andato via da napoli proprio per questa ragione.
Cosa consiglierebbe allora al Presidente Martorelli?
Io penso che manchi la proiezione per il futuro e i giovani sono il futuro.
Che tipo di scacchiera preferisce? È un collezionista?
Preferisco quella dove vinco! Sono scaramantico, più che collezionista!
Maestro Piscopo, lei invece viene da Lecce in Campania, perché?
Anche in Puglia abbiamo una scuola regionale, nata prima di quella della Campania. Io ho studiato a Napoli, per cui ho dei legami molto profondi. Ho giocato per tanti anni con la scacchistica partenopea e quindi c’è un legame anche di amicizia che mi porta a stare in Campania.
Diciamo che ha visto crescere gli scacchi in Campania. Cosa manca?
Manca ancora una visione che guarda al futuro, guarda poco ai giovani. Però l’istituzione di questa Accademia va nella direzione giusta. Oggi quando siamo entrati nella sala della lezione c’erano 40 ragazzi concentratissimi, che ci aspettavano, questo significa che c’è voglia di fare e fare bene.
Che cosa invece ha la Campania in più rispetto ad altre regioni secondo lei?
Dico delle banalità: è un posto bellissimo, con delle persone bellissime, molto socievoli, allegre. Si sta bene, è un luogo ideale per costruire una buona atmosfera per crescere anche dei futuri campioni!
Non può mancare in una giornata da ricordare come questa una riflessione da parte del Presidente dell’ASD Montella, il Dirigente prof. Marco Picariello. Il Maestro Lexy Ortega ha detto che la Campania negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, è d’accordo?
Credo che il Gran Maestro Ortega abbia ragione: dal 2010, anno in cui abbiamo fondato l’ASD Circolo Scacchistico di Montella, ad oggi abbiamo superato tante difficoltà e limiti che una provincia come quella di Avellino e un’area interna come l’Irpinia, possono naturalmente presentare. Abbiamo sviluppato tanti percorsi nelle scuole di ogni ordine e grado in tanti paesi dell’alta Irpinia, abbiamo lavorato per realizzare una grande sinergia con altre associazioni, enti, del territorio anche nazionale.
Nel nostro piccolo abbiamo dato un contributo importante nel coinvolgere il gentil sesso, lavorando con costanza in questa direzione, anno dopo anno. Ora siamo lieti che il nuovo Comitato Regionale abbia accolto con favore la nostra proposta di delegarti come Referente per il Coordinamento dello sviluppo del settore femminile in Campania. Una persona dinamica e attiva, propositiva e piena di idee nuove non potrà che porre le basi per un percorso solido e duraturo anche in questa direzione.
Oggi sono presenti ben venti associazioni rappresentate dai loro Presidenti. Lei è nelle Commissioni del Consiglio direttivo nazionale e il dott. Massimiliano Caputo delegato regionale ai Rapporti con gli enti locali, Contratti e Affari legali. Un’Irpinia e una provincia ben rappresentate, è soddisfatto?
Insomma. Non bisogna mai accontentarsi. Il nostro lavoro a livello provinciale ha dimostrato che la cultura scacchistica ha trovato un suo spazio che ha già avuto e avrà una dimensione a livello nazionale ed europeo. La presenza di ben venti associazioni a un incontro informale voluto dall’ottimo neo eletto Presidente Martorelli, può significare sono una cosa: la Campania degli scacchi continua a lavorare unita per avere un volto unico.